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Taxa più rappresentati: Graminaceae Trifolium Euphorbia Campanula

Sp. Plantago major

Gen. Plantago

Fam. Plantaginaceae

Div. gamopetale

Cla. Dicotiledoni
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Fg. tutte in rosetta, presenti tutto l'anno; picciuolo lungo 0.3-1.2 volte la lamina, scanalato di sopra ed alato, soprattutto in basso; lamina ovale (3-8 X 4-12 cm) appressata al suolo, irregolarm. dentata, soprattutto alla base, ottusa o arrotondata all'apice. Scapi eretti, angolosi, generalm. pubescenti; spiga lineare (5-12 cm) generalm. interrotta alla base; brattee ovali 1.5-1.7 mm; corolla con lobi di 0.4 X 0.8-0.9 mm; antere 0.6-0.8 mm.

Eurasiat. divenuta Subcosmop.
In tutto il terr.: CC.
Gruppo ancora incompletam. noto; vengono distinte 3 subsp., che attendono ulteriore precisazione.

Variab. - Nell'ambito di Sp. Plantago major sono state descritte forse una settantina di entità infraspecifiche, ridotte a 12 varietà con numerose subvar. e fo. nella monografia di Pilger (1937). Béguinot, che ha studiato il gruppo mediante prolungate colture, interpretava questa variabilità come dovuta a stati individuali senza base ereditaria. Le osservazioni più recenti invece hanno permesso di precisare la subsp. (b), soprattutto grazie ad uno studio di Koch W., Ber. Schw. Bot. Ges. 37: 45-61 (1929). Secondo la trattazione di Fiori essa corrisponde alla var. paludosa Bég. e probabilm. include ancora la var. pauciflora (Gilib.) Bég. e la var. sinuata (Lam.) Decne: non corrisponde invece a P. major var. intermedia (Gilib.) Decne, che è una forma senza importanza della subsp. (a). La subsp. (c) è nota per ambienti suba-lofili dell'Europa Media (Saar, Brandem-burgo, Neusiedlersee, Ungheria): ad essa va forse riferita la var. carnosa Moricand della Laguna Veneta, però anche entro la subsp. (a) si conoscono ecotipi di ambienti alofilì con fg. carnose, che non vanno qui confusi.

Bibl.: Pilger R., Feddes Rep. 18: 257-283 (1922); Domin K., Vestnik Ceskosl. Spot. Naukl: 1-44(1932).
1 Capsula ovoide, attenuata all'apice, a maturità fessurantesi lungo una linea trasv. decorrente al di sopra dell'apice dei sepali; semi (4)8-9(13) lunghi 1.4-1.6 mm; fg. 5(9)nervie, con base troncata o cordata, verde scure, pubescenti; spiga assottigliata verso l'apice. - Il tipo più comune Sp. Plantago major subsp. major
1 Capsula ellissoide o subsferica, poco ristretta all'apice, fessurantesi al di sotto dell'apice dei sepali; semi lunghi 1.0-1.2 mm; fg. 3-5nervie, generalm. ristrette alla base, chiare, pubescenti; spiga cilindrica in alto
  2 Semi(14)18-19(30); pianta generalm. a ciclo breve o addirittura annuale. - Luoghi umidi, sentieri boschivi, stagni e pozze effìmere. Pad.: C; verosimilm. anche nella Pen. ed Is., soprattutto sui rilievi ( = P. major subsp. pleiosperma Pilger p. max. p.; id. var.paludosa Bég.) Sp. Plantago major subsp. intermedia
  2 Semi 6-15(23); pianta perenne; fg. grassette; spighe dense. - Ambienti subsalsi: non individuata da noi, ma da ricercare . Sp. Plantago major subsp. winteri

Diffusione:

Italia Piemonte Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste Lombardia Trentino-Alto Adige/Südtirol Veneto Friuli-Venezia Giulia Liguria Emilia Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna

Portamento : ↓ Pianta perenne erbacea

Progressivo : 3584

Autore : Linneo

Nome Italiano : Piantaggine maggiore; Cinquenervia

Codifica numerica : 8116001

Forma biologica : H ros

Altezza : 5-30 cm

Tipo di vegetazione : Incolti erbosi, soprattutto calpestati; lungo le vie, sentieri e presso le case.

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