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Taxa più rappresentati: Graminaceae Trifolium Euphorbia Silene

Sp. Crocus biflorus

Gen. Crocus

Fam. Iridaceae

Cla. Monocotiledoni

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Simile a Sp. Crocus weldeni, ma fi. maggiori; perigonio con fauce gialla e lacinie violacee, spesso ± ingiallite, generalm. con 3-5 vene longitudinali più scure; stami con filam. pelosi; stimmi rosso-aranciati, generalm. lobati.

NE-Medit. - Turan.

Bordo merid. delle Alpi dal Veron. al Bergam., Lig, Pen. e Sic. : R.

Variab. - Il polimorfismo di Sp. Crocus biflorus deve essere ancora in gran parte analizzato; le lacinie del perigonio presentano forti differenze come dimensioni e colorazione; piante siciliane, descritte come C. pusillus Ten. hanno le tuniche in alto smembrate in un manicotto di fibre che avvolge la base del f., inoltre perigonio con lacinie maggiori (11-13 X 27-35 mm) e tubo più breve., Brighton ed altri (cit.) hanno determinato per Sp. Crocus biflorus 6 diversi numeri cromosomici compresi tra 2n = 8 e 2n = 22 e suppongono che in esso siano comprese stirpi diverse. Anche la distribuzione italiana è interessante. Ampiam. diffusa sulla Pen. dal Pollino alle Puglie, risale sul versante tirrenico lungo la valle del Tevere fino a Perugia ed in Tosc., fino a Firenze, Lucca e Massa; manca invece nelle zone corrispondenti sul versante adriatico; raggiunge Genova e sporadicam. supera il crinale appenninico (Alba, Parma, Bologna). Manca nelle Alpi Liguri e Piem.; ricompare nell'Insubria, dove è comune nel Varesotto e Bergam. a Verona; manca più ad oriente nel Ven. (un'antica indicazione per Spresiano andrebbe confermata) e nel Friuli; l'unica località del Carso Triest. va riferita a Sp. Crocus weldeni. Anche quest'areale frammentato fa ritenere verosimile la segregazione di stirpi locali.
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