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Taxa più rappresentati: Graminaceae Trifolium Euphorbia Silene

Sp. Iris florentina

Gp. Iris germanica

Gen. Iris

Fam. Iridaceae

Cla. Monocotiledoni
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Simile a Sp. Iris germanica, ma fg. progressivam. assottigliate all'apice; fi. brevem. peduncolati; spata scariosa solo all'apice e sui bordi; tubo perigoniale più lungo (superante spata e ovario e largo ½ delle lacinie); fi. bianco o azzurro-pallido con venature più scure.

Origine ignota.

Coltiv. (ornam., farmac.) ed inselvat. Tosc: CC; Lig., sponde del Garda ed It.

Centr.: C; altrove R e solo coltiv. o sub-spont.

Nota - «È il vero Giglio fiorentino che è servito e serve di stemma alla nosta città» scriveva Parlatore nel 1858. Anche Sp. Iris florentina è verosimilm. di origine ibrida (forse tra Sp. Iris germanica e forme albiflore di Sp. Iris chamaeiris?) e non corrisponde ad una specie nativa in qualche parte del mondo (però lo Schweinfurth sosteneva nel 1894 che fosse originaria dell'Arabia Merid.); la coltura nel bacino del Medit. è praticata probabilm. già da epoca romana come è dimostrato dal suo uso araldico a Firenze (già dai primi del Medioevo) e presso la casa regnante di Francia, oggi ancora nel Quebec. La coltura, molto intensa fino al secolo scorso per usi officinali (polvere d'Ireos come aromatizzante, rz. come masticatorio per bambini) è ora praticata soprattutto per scopo ornamentale.
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