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Taxa più rappresentati: Graminaceae Trifolium Euphorbia Silene

Sp. Carex flacca

Gp. X (2-3 spighe ♂ )

Gen. Carex

Fam. Cyperaceae

Cla. Monocotiledoni
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Pianta glauca (!). Stoloni allungati, sottili, generalm. epigei arrossati o purpurei; f. acutam. trigono, robusto, ascendente o eretto, scabro se strisciato verso il basso o quasi liscio; guaine basali intere, arrossate. Fg. più brevi del f., strette (2-3, max. 5 mm). Inflor. con 2-3 spighe sup. ♂ (una di 2-3 cm, le altre assai più brevi) e 2-3 spighe ♀ di 2-4 cm, spaziate; brattee lunghe quanto l'inflor.; glume scure; otricelli a contomo ellittico (1.2-2 X 2.5-4 mm), senza becco, bicompressi a scudo, con 2 soli nervi, verde-glauchi e quindi bruno-rossastri o -nerastri. Specie polimorfa.

Europ.

In tutto il terr. : C.

Osserv. - Le tre subsp., molto differenziate (anche come ecologia) quando crescono in popolazioni tipiche, tendono a confluire nelle zone di contatto e forse non sono realm. distinte. Sp. Carex flacca costituisce un complesso con diversi gradi di ploidia (2n = 38, 76, 90), che attende ancora una interpretazione soddisfacente.
Sp. Carex flacca è probabilm. la più comune tra le nostre specie di Carex, diffusa su tutto il territorio, in ambienti ecologici diversi e con un notevole range altitudinale. Si distingue bene, anche allo stato sterile, per le caratteristiche guaine delle fg. inf. colorate di un rosso purpureo intenso. L'efficiente riproduzione vegetativa mediante stoloni permette la formazione di pìccole popolazioni di parecchi individui ravvicinati (invece quasi mai Sp. Carex flacca costituisce tappeti compatti). L'identificazione delle tre sottospecie è — come sopra specificato — ancora in fase di chiarimento, quindi la distribuzione e l'ecologia delle stesse andrebbero ulteriormente precisate.
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