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Taxa più rappresentati: Graminaceae Trifolium Euphorbia Silene

Sp. Calluna vulgaris

Fam. Ericaceae

Div. gamopetale

Cla. Dicotiledoni

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Bibl: Beijerinck W., Ree. Trav. Bot. Neerl. 34: 445-470 (1937); id., Verh. K. Ned. Akad. Wetensch. 38,4: 1-180 (1940); Nordhagen R., Bergens Mus. Arb. Naturvidensk. (1937, 1938).

Cespuglietto o arbusto con f. legnosi tenaci, generalm. glabri Fg. ridotte a squame lanceolate brevi (2-3 mm) disposte su 4 linee longitudinali e fittam. embriciate. Fi. 4meri in racemi unilaterali all'apice dei rami:, bratteole basali generalm. 6-8; calice e corolla quasi completam. divisi, ro-seo-biancastri, 3(-4) mm.

Circumbor. Euro-Americana (Anfiatlantica).

Alpi, App. Seti.: C; Pad. ed App. Centr. fino alle Marche ed Umbria.'-R; segnalata anticam. in Cors. pr. Ajaccio.

Nota - L'area di Sp. Calluna vulgaris è compatta su tutto il sistema alpino ed anche nell' App. Sett. questa specie è assai frequente, verso Viareggio scende anzi fin quasi al mare; più a Sud diviene rara: le popolazioni più meridionali si incontrano pr. Follonica, in Umbria tra Piegaro e Monteleone d'Orvieto e sui Sibillini. Il limite meridionale di questa pianta segue dunque nella Pen. abbastanza esattane il parallelo 42°55', come osservato da Montelucci G., Lav. Soc. hai Biogeogr. n.s. 2: 19(1971).
In linea generale la Calluna è pianta gregaria, che tende a costituire formazioni compatte e dense; compare sia nei boschi che in ambienti aperti, spesso dopo l'incendio. Ha una grande amplitudine ecologica, essendo in grado di colonizzare ambienti planiziari, in collina, nella montagna e fino alla fascia alpina. I fusti legnosi e flessibili vengono talora usati per la preparazione di scope.
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