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Taxa più rappresentati: Graminaceae Trifolium Euphorbia Silene

Sp. Trifolium repens

Gen. Trifolium

Gp. Leguminosae II

Fam. Leguminosae

Div. coripetale superovarie a fg. alternate
Cla. Dicotiledoni
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F. orizzontale strisciante e radicante ai nodi, lungo 1-3 dm. Fg. con picciuolo di 5-12 cm e segm. obovati ( 12-16 X 14-20 mm). Capolini (diam. 2 cm) isolati all'apice di scapi eretti (5-20 cm), nudi, glabri e striati; calice 4 mm; corolla bianca o ± rosea, dopo la fioritura bruna e inclinata verso il basso, lunga 8-10 mm. Questa descriz. si riferisce al tipo più frequente; per le altre forme vedi sotto.

Paleotemp., divenuto Subcosm.
In tutto il terr. : CC.

Variab. - Questa importantissima foraggera è coltiv. su vasta scala nelle «marcite» lombarde; in coltura si hanno piante a f. tuboloso, e fg. aventi picciuolo di 20-60 cm e segm. lunghi fino a 5 cm (anziché 5-15 e 2-3 cm rispettivam.), chiamate Trifoglio lodigiano (var. giganteum Lagr.-Fosset). Nelle popolazioni naturali si presentano sporadicam. individui con corolla rosea, verdastra oppure sostituita da brattee, fg. o altre malformazioni (fo. phyllanthum Ser.) causate da infez. fungine o agenti chimici. In montagna Sp. Trifolium repens compare spontaneo in pascoli subalpini su silice (nardeti), in individui ridotti in ogni parte, descritti come var. alpinum Schur, che forse è solo una modificazione indotta dall'ambiente. T. orphanideum Boiss., ripetutam. segnalato in It. è specie endemici della Grecia: le indicazioni della Pen. ed Js. vanno probabilm. riferite alla subsp. (b).
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